Aggiornamento del 1 giugno


Si apre una settimana densa,

con i mercati azionari che continuano a macinare record e con le trattative su Hormuz agli ultimi dettagli. Il filo conduttore resta il mondo dei semiconduttori, ma il rally si sta allargando.

La tecnologia continua a guidare i mercati, ma con una novità rilevante: il comparto software recupera il terreno perso nelle settimane precedenti, quando il timore di essere penalizzato dall'espansione dell'AI aveva pesato su titoli come Oracle, Microsoft, Palo Alto Networks, Palantir e CrowdStrike. Il principale ETF sul software quotato negli Stati Uniti ha superato nuovamente la media mobile a 200 giorni.

L'S&P 500 ex Magnifiche Sette registra ormai una performance quasi sovrapponibile all'indice completo, segnale che la partecipazione al rialzo si sta allargando. In Asia, il Kospi segna nuovi record storici trainato dalle memorie, con SK Hynix e Samsung che continuano a beneficiare della domanda legata all’AI.

Jensen Huang, intervenuto a Taipei, ha annunciato che la piattaforma Vera Rubin - combinazione di GPU, acceleratori di inferenza Groq e chip dedicati all'AI agentica - è entrata pienamente in produzione.

La notizia più rilevante riguarda però l'autunno: arriverà il super chip RTX, pensato per competere nel mondo delle CPU e consentire ai PC di elaborare modelli AI in locale. Dell e Lenovo saranno tra i primi produttori ad adottarlo. Nvidia, nata per accelerare i videogiochi, si candida ora a presidiare l'intero stack computazionale dell’intelligenza artificiale.


Arriva la trimestrale di Broadcom

mercoledì, a mercati USA chiusi, che ha raggiunto circa 2.100 miliardi di dollari di capitalizzazione dopo averla raddoppiata in un anno e mezzo.

Broadcom progetta le TPU di Google, chip dedicati che in alcuni scenari offrono un miglior rapporto tra prestazioni e consumi rispetto alle GPU di Nvidia. In un momento in cui l'entusiasmo sul settore è ancora molto elevato, l'appuntamento è tra i più osservati della stagione.

 

L’inversione della curva a scadenza

del prezzo del Brent è scesa a circa 9 dollari, dal picco di 35 dollari di inizio aprile. I negoziati tra Iran e Stati Uniti sembrano agli ultimi dettagli: Washington chiede che l'Iran non arricchisca uranio né lo acquisti altrove; Teheran cerca di mantenere la leva di Hormuz imponendo un pedaggio al transito delle navi. Il mercato si sta portando avanti, prezzando progressivamente uno scenario di accordo.

In area euro, il comparto lusso è tra quelli che potrebbero beneficiare maggiormente di una normalizzazione, essendo stato tra i più colpiti dalla guerra in Iran, dato il peso del Medio Oriente come mercato di riferimento. La correlazione tra prezzo del Brent e performance del lusso europeo è stata molto stretta dall'inizio del conflitto.

Sul fronte energetico, l'Unione Europea sta valutando il congelamento del price cap sul petrolio russo a 44 dollari al barile. Il meccanismo automatico porterebbe altrimenti a un rialzo fino a circa 65 dollari, scenario che l'Europa intende evitare rappresentando di fatto un vantaggio per Mosca.

Domani in arrivo i dati preliminari sull'inflazione di maggio dell'area euro: le attese indicano un'inflazione generale al 3,2% e quella core in rialzo al 2,4%.

Dati rilevanti in vista della riunione BCE dell'11 giugno, dove il mercato si attende un rialzo dei tassi in chiave precauzionale per rispondere implicitamente alle accuse di azione in ritardo come accadde nel 2022.

 

Agenda della settimana

  • In uscita domani i dati sull'inflazione area euro.
  • Attesi gli indici ISM manifatturiero e dei servizi statunitensi.
  • Mercoledì attesa la trimestrale di Broadcom.
  • Venerdì in pubblicazione i dati sul mercato del lavoro USA di maggio.

 

A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR