Aggiornamento del 23 febbraio


Al termine di una settimana povera di dati,

la giornata di venerdì ha visto la pubblicazione di una serie di importati dati macro e della sentenza della Corte Suprema in merito al tema dei dazi. Il dato sul PIL americano si attesta al 1,4%, con diverse componenti che hanno evidenziato un rallentamento rispetto al trimestre precedente: spesa per consumi, esportazioni, ma soprattutto la forte contrazione della spesa governativa e degli investimenti, che ha sottratto ben lo 0,9% al dato di crescita, riflesso diretto del più lungo shutdown della storia americana.  L’indice PCE è risultato più alto di un 0,1% su entrambe le componenti e sia su base mensile che annuale

Né il dato di crescita, né il dato di inflazione hanno provocato particolari scossoni al mercato. La “svolta” è arrivata dal verdetto della Corte Suprema: con una decisione 6-3 (con il supporto di 3 dei 6 membri repubblicani) sono stati dichiarati illegali i dazi reciproci imposti da Trump, stabilendo che non poteva usare l’IEEPA senza esplicita autorizzazione del Congresso (principio della major questions doctrine). Il Presidente ha attaccato duramente la sentenza e ha varato subito misure alternative: dazio globale al 15% per 150 giorni, nuove indagini commerciali e annuncio di ulteriori tariffe legate alla sicurezza nazionale. Incerti gli ulteriori sviluppi della vicenda, dal momento che Trump sembra avere a disposizione altre leve per procedere. 

Restano le preoccupazioni che tra USA e Iran scoppi un conflitto nel breve termine che chiuda lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio internazionale.

Negli Stati Uniti settimana negativa per i Treasury: rendimenti in rialzo lungo tutta la curva nonostante dati macro deboli. A pesare sono state le minute della Federal Reserve e i timori fiscali legati al finanziamento del deficit.

Quadro opposto in Europa dove i rendimenti delle principali curve hanno visto un calo. In Germania il Bund ha chiuso a 2,74% (quarta settimana di discesa); il BTP italiano sui minimi da ottobre a 3,34% e spread a 61 punti base.

 

Settimana positiva per i listini azionari americani,

con gli investitori in attesa prima dei conti di Nvidia. Sotto la superficie, però, il segnale più rilevante resta la rotazione settoriale: i titoli meno esposti al tema AI continuano a mostrare una dinamica relativa migliore rispetto ai mega-cap tecnologici. L’azionario europeo ha registrato una settimana di sovraperformance rispetto a Wall Street.  

Le tensioni geopolitiche hanno fatto performare i comparti Oil & Gas (+3,4%) e Difesa (+1,3%). Sono rimasti penalizzati dalla rotazione in atto settori ciclici come Chimico e Utilities. Il Tech ha recuperato terreno grazie a un miglioramento del sentiment sull’AI.

 

A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR