Aggiornamento del 23 marzo


La settimana appena conclusa ha segnato un nuovo punto di rottura

nel conflitto mediorientale, trasformando l’instabilità regionale in una vera e propria disruption strutturale dei mercati energetici globali. L’escalation militare, compresa la ritorsione di Teheran sui giacimenti del Qatar, ha imposto una tattica di resistenza asimmetrica nello Stretto di Hormuz

In Europa, il rialzo del gas ha spinto l'Unione Europea a suggerire una gestione più cauta delle scorte, con un target di riempimento all'80% per evitare l'ingolfamento dei prezzi registrato nel 2022.

Sul fronte della politica monetaria, le banche centrali hanno reagito allo shock da offerta con un chiaro irrigidimento del bias restrittivo. La Federal Reserve ha ridimensionato le attese di allentamento, indicando nei “dots” un solo taglio per l'intero 2026, mentre la BCE ha dovuto fronteggiare una revisione del mix macroeconomico, con il PIL 2026 tagliato allo 0,9% e l'inflazione rivista al rialzo al 2,6%. La determinazione della Presidente Lagarde nel non ripetere i ritardi del 2022 ha alimentato un ulteriore repricing delle curve, portando il mercato a scontare circa un punto di rialzo complessivo e accentuando il movimento di bear flattening globale.

Questa pressione sui tassi ha pesato sensibilmente sui listini azionari europei, che hanno ceduto mediamente il 2,3% risentendo della dipendenza dalle importazioni energetiche, a fronte di una maggiore resilienza degli azionari americani grazie alla leadership statunitense nell'export di GNL. Sotto la superficie degli indici, il settore Oil & Gas è rimasto l'unico reale baluardo (+5,3%), supportato da revisioni positive degli utili, mentre lo spread BTP-Bund è risalito in area 85 punti base sulla scia dell'avversione al rischio. 

 

In questo clima di incertezza sistemica,

la gerarchia degli asset rifugio ha subito una rotazione inattesa: l’oro ha fallito la sua funzione protettiva cedendo oltre l’8%. Il metallo prezioso è stato utilizzato come fonte di liquidità immediata — una sorta di “salvadanaio” da rompere per finanziare i deflussi dalle banche regionali e compensare le minori entrate petrolifere nel Golfo — lasciando al Dollaro il ruolo di unico rifugio reale.

 

A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR