Aggiornamento del 27 aprile
Lo stretto di Hormuz ancora al centro dell’attenzione,
ma con un elemento di novità . Secondo Axios, l’Iran avrebbe avanzato una proposta di tregua prolungata, con l’obiettivo di riaprire i flussi e guadagnare tempo sul nodo più complesso del negoziato: l’arricchimento dell’uranio.
La pressione su Teheran è crescente anche per ragioni operative. I pozzi iraniani rischiano un danneggiamento strutturale per la progressiva saturazione del sito di stoccaggio dell’isola di Kharg: la conseguente possibile contaminazione tra petrolio e acqua potrebbe compromettere la futura capacità produttiva.
Sul fronte del posizionamento, il quadro appare più costruttivo. Il sondaggio dell’American Association of Individual Investors segnala, per la prima volta da metà gennaio, una prevalenza di ottimisti (46% contro il 34% di pessimisti). Parallelamente, gli asset manager hanno ricostruito le esposizioni azionarie, riallineandosi al recente recupero dei listini dopo una fase di sottopeso.
L’S&P 500 si mantiene in area 7.150 punti, mentre il consensus degli analisti resta orientato verso quota 7.500 a fine anno. Sul mercato energetico, la backwardation del Brent si attesta intorno ai 20 dollari: livelli ancora elevati, ma che riflettono tensioni di breve termine a fronte di aspettative di progressiva normalizzazione nella seconda parte dell’anno.
Anche sul piano dell’asset allocation
emergono indicazioni interessanti. Un portafoglio bilanciato 25/25/25/25 – suddiviso tra azionario USA, Treasury decennali, materie prime e liquidità – registra da inizio anno una performance intorno al +26%, tra le migliori degli ultimi anni.
Il contributo delle commodity risulta determinante, suggerendo come il contesto geopolitico stia tornando a incidere in modo più strutturale sulle scelte di investimento, riportando al centro la diversificazione reale.
Agenda della settimana
- Sul fronte societario: mercoledì, a mercati statunitensi chiusi, attese le trimestrali di Alphabet, Amazon e Meta; giovedì sarà la volta di Apple.
- Sul piano macroeconomico, l’attenzione si concentra sulle riunioni di Fed (29 aprile) e BCE (30 aprile), in particolare sul tono delle comunicazioni, determinante per comprendere come le banche centrali stiano valutando l’attuale contesto.
- Nella giornata del 30 aprile verranno pubblicati i dati preliminari sull’inflazione di aprile dell’area euro.
- La nomina di Warsh alla Fed si avvicina: archiviata l’inchiesta su Powell, una conferma entro maggio appare sempre più probabile.
A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR