Aggiornamento del 5 gennaio
Il 2026 si è aperto con un contesto geopolitico più teso,
che non ha però generato scosse significative sui mercati finanziari globali. L’attenzione si è concentrata sull’azione degli Stati Uniti in Venezuela, culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro, presentata come risposta a una minaccia legata al narcotraffico, ma interpretata dagli osservatori anche in chiave energetica e strategica. L’episodio si inserisce in una fase in cui la politica estera statunitense appare sempre più intrecciata con le esigenze economiche interne dell’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump.
Il tema energetico resta centrale. Il Venezuela rappresenta uno snodo chiave per il mercato petrolifero globale e, in un contesto di pressioni inflattive ancora sensibili per l’elettorato americano, il controllo dei prezzi dell’energia rimane una priorità politica per la Casa Bianca. In parallelo, emerge una linea strategica orientata a rafforzare l’influenza degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale, con l’obiettivo di garantire stabilità , sicurezza delle risorse e continuità delle catene di approvvigionamento.
Allo stesso tempo, la Cina, sul fronte militare ha intensificato la pressione su Taiwan attraverso nuove esercitazioni, ribadendo la propria determinazione a difendere i propri interessi strategici nell’Indo-Pacifico. Il confronto tra Washington e Pechino si estende così su più livelli, inclusa la competizione sulle materie prime strategiche.
Nonostante il quadro complesso, la reazione dei mercati finanziari è stata contenuta. La propensione al rischio è rimasta elevata, con i mercati azionari asiatici in forte rialzo e un avvio positivo anche per Wall Street ed Europa.
I titoli tecnologici e dei semiconduttori hanno continuato a trainare i listini,
segnalando che le aspettative di crescita strutturale prevalgono sulle preoccupazioni geopolitiche di breve periodo.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha mostrato movimenti limitati, suggerendo che il mercato non sta prezzando interruzioni immediate dell’offerta. Al contrario, i metalli preziosi hanno beneficiato di acquisti difensivi, confermando il loro ruolo di strumenti di copertura in fasi di maggiore incertezza.
A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR