Settembre entra nel vivo

con un calendario particolarmente intenso per i mercati. 
Al centro dell'attenzione tornano i rendimenti obbligazionari e, con essi, il tema dei bond vigilantes, chiamati a valutare la sostenibilità dei conti pubblici e le prospettive di inflazione e crescita.

Negli Stati Uniti, a rendere il quadro più articolato contribuisce anche l'aumento delle emissioni obbligazionarie da parte dei grandi gruppi tecnologici, impegnati a finanziare gli ingenti investimenti legati all'intelligenza artificiale.

Tre fattori contribuiscono a riportare i bond vigilantes al centro dell'attenzione: livelli di indebitamento più elevati, un contesto potenzialmente più inflattivo, accelerazione della crescita nominale USA trainata dagli investimenti del comparto AI e una maggiore concorrenza nell'assorbimento della liquidità disponibile.

Negli Stati Uniti, in particolare, il mercato dei Treasury deve oggi confrontarsi anche con le crescenti emissioni obbligazionarie degli hyperscaler, a cui si aggiungono IPO operazioni di aumento di capitale che contribuiscono ad assorbire liquidità dal mercato.

Il risultato è una maggiore pressione sui rendimenti dei titoli di Stato, in particolare sulla parte lunga della curva. Il decennale statunitense si attesta intorno al 4,78%, con il rendimento reale al 2,43%, su livelli che riportano il confronto all'ottobre 2023, quando il decennale nominale aveva raggiunto circa il 5%.

Il contesto, tuttavia, è differente. Rispetto ad allora, i tassi di riferimento della Federal Reserve sono più bassi, la crescita nominale dell'economia statunitense è in accelerazione e la dinamica salariale più moderata.

 

Resta centrale il tema dei conti pubblici statunitensi,

con un deficit nell'ordine del 6% del PIL e un debito complessivo intorno ai 40.000 miliardi di dollari. L'attenzione del mercato rimane quindi rivolta anche alle future indicazioni del Tesoro sul percorso di consolidamento fiscale.

Un altro elemento da osservare è l'evoluzione della percezione del rischio di credito. Dalla metà di agosto gli indicatori relativi ai Treasury hanno mostrato un lieve miglioramento, in contrasto con quanto osservato nella fase di rialzo dei rendimenti dell'autunno 2023.

Parallelamente, i CDS di alcuni grandi gruppi tecnologici hanno registrato un aumento, riflettendo una maggiore attenzione del mercato verso l'impatto finanziario dei consistenti programmi di investimento legati all'intelligenza artificiale.

 

Tra gli emittenti sotto osservazione figura anche Oracle,

attesa questa settimana alla pubblicazione dei risultati trimestrali.

Questa settimana entreranno nel vivo anche le nuove operazioni di buyback del Tesoro statunitense, con un aumento degli importi destinati ai segmenti a più lunga scadenza.
L'obiettivo è fornire maggiore supporto alla liquidità del mercato e contribuire ad attenuare le pressioni sui rendimenti.

Si tratta tuttavia di uno strumento di gestione della liquidità, che non modifica i fattori strutturali alla base dell'attuale dinamica dei tassi: livello del debito pubblico, inflazione, crescita economica e maggiore concorrenza esercitata dalle emissioni degli hyperscaler.

I dati pubblicati venerdì hanno evidenziato una relativa tenuta del mercato del lavoro Usa, pur in presenza di alcune componenti stagionali che hanno influenzato i dati estivi. Ad agosto è tornata a crescere l'occupazione nel comparto Leisure & Hospitality, dopo la debolezza registrata nei due mesi precedenti per effetto principalmente dei recenti mondiali di calcio.

Anche la componente pubblica locale legata all'istruzione ha mostrato un recupero con la riapertura delle scuole.
La dinamica salariale continua, nel frattempo, a mostrare segnali di moderazione. L'attenzione si sposta ora soprattutto sull'inflazione, che resta una delle variabili centrali in vista delle prossime decisioni della Federal Reserve.

L’oro ha registrato una fase di consolidamento dopo la correzione estiva, ma la sua dinamica continua a essere sostenuta soprattutto dagli acquisti delle banche centrali.

Dalla guerra in Ucraina, la correlazione tra oro e tassi reali si è indebolita: la componente geopolitica ha assunto un peso crescente, con una maggiore attenzione delle banche centrali anche alla localizzazione delle proprie riserve.

La Cina, dopo aver frenato la componente più speculativa del mercato retail, ha continuato ad aumentare le proprie riserve auree. Anche gli investitori finanziari stanno gradualmente ricostruendo le posizioni sul metallo prezioso, suggerendo che l’oro potrebbe tornare a essere un asset particolarmente osservato nella parte finale dell’anno.

 

Agenda della settimana

  • In uscita i dati su inflazione e prezzi alla produzione statunitensi, in vista delle prossime decisioni della Fed.
  • Attesa la riunione BCE con la decisione di politica monetaria e l'aggiornamento delle stime su crescita e inflazione.
  • Sul fronte societario, attesa la trimestrale di Oracle.

 

A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR