Aggiornamento del 9 febbraio


La nomina di Kevin Warsh alla Fed

ha dominato il sentiment, innescando vendite sui metalli preziosi a causa del suo profilo di “falcoorientato alla riduzione del bilancio e alla lotta all'inflazione strutturale, le cui aspettative a lungo termine restano elevate (3,4%). Sul fronte macroeconomico, l'America mostra segnali contrastanti: se da un lato l'ISM Manifatturiero è tornato finalmente in espansione dopo un anno (52,6), dall'altro emergono forti dubbi sulla tenuta del mercato del lavoro. Gennaio ha infatti registrato un'impennata dei licenziamenti a 108.435 (peggiore dato dal 2009) e un aumento delle richieste di sussidi a 231k, confermando una minore vitalità del mercato del lavoro. In questo contesto, la fiducia dei consumatori migliora leggermente, ma rimane una dinamica elitaria che premia solo chi detiene asset azionari. In Area Euro, la BCE ha mantenuto i tassi invariati al 2,00% per la quinta riunione consecutiva; la Presidente Lagarde ha ribadito una visione di inflazione verso il target e un’economia resiliente, ritenendo che i tagli dello scorso anno stiano ancora esercitando i loro effetti sulla crescita.

L’esito delle elezioni in Giappone nel weekend ha visto una vittoria storica della coalizione guidata dalla Premier Sanae Takaichi. Il partito di maggioranza LDP ha ottenuto da solo 316 seggi (superando la soglia di 311, necessaria per governare in autonomia), ma insieme all'alleato Japan Innovation Party la coalizione raggiunge 352 seggi su 465.

Sui mercati obbligazionari ha prevalso il calo dei rendimenti in un contesto di steepening delle curve globali. Negli Stati Uniti il decennale è sceso in area 4,20%, mentre il biennale è scivolato sotto il 3,50%. Movimento analogo anche per le curve governative europee

 

In Italia lo spread BTP-Bund si è mantenuto solido

tra 60 e 63 punti base, beneficiando del miglioramento dell’outlook di S&P a positivo, che ha agevolato l'assorbimento del collocamento record del nuovo BTP a 15 anni per 14 miliardi di euro.

Il mercato azionario americano segna la fine dell'egemonia tecnologica: il Nasdaq scivola in negativo da inizio anno (-0,9%), appesantito dai “Magnifici 7” e dal crollo del software. Al contrario, la rotazione settoriale dell'ultima settimana premia l'economia reale e i settori considerati più ciclici

 

Il Dow Jones supera i 50.000 punti

e il Russell 2000 vola al +7,6% YtD. A beneficiare del riposizionamento sono soprattutto l'energia (record di afflussi con il petrolio sopra i 65$), il settore finanziario e l'industriale, portando l'S&P 500 Equal Weight a sovraperformare l'indice pesato sulle Big Tech. In Europa i listini hanno mostrato maggiore tenuta grazie alla rotazione verso settori value: lo STOXX 600 è stato trainato dalle Telecomunicazioni (+9,67%) e dal Beverage (+7,04%), quest'ultimo rinvigorito da un solido pricing power e dalla resilienza dei volumi nei segmenti premium.

 

A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR